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domenica 15 giugno 2014

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terzo post

Mercoledì pomeriggio ero in giro per Torino, passeggiavo per le vie del centro. Da qualsiasi parte guardassi c'erano delle persone che indossavano una maglietta rossa. Le notavo subito, non appena volgevo lo sguardo verso un gruppetto di gente. Erano i tifosi del Benfica! Quella sera a Torino ci sarebbe stata la finale di Europa League: Siviglia -Benfica. Alcuni tifosi erano molto rumorosi, cantavano a squarciagola l'inno della propria squadra. Altri camminavano silenziosi, nonostante questo  la prima cosa che capivo era che loro tifavano per il Benfica. Era impossibile non accorgersi di questo!

Mi sono chiesto, quando faccio degli incontri con persone che non conosco oppure che vedo molto raramente, qual'è la prima cosa che queste perone capiscono di me? Visto che non riuscivo a rispondermi a questa domanda, forse non ero
onesto con me stesso, mi sono provato a rivolgere una domanda che avrebbe dovuto essere più facile.

Quale vorrei che fosse la prima cosa che gli altri capiscono di me? In verità la risposta a questa domanda non è stata così facile come pensavo. Una volta tolti un paio di aspetti sciocchi prontamente suggeritimi dal mio ego mi sono ritrovato con una manciata di soluzioni. Vorrei che chi mi incontra intuisse immediatamente la mia apertura all'ascolto, il mio essere ottimista, la mia voglia di avere relazioni... non ero soddisfatto di tutte queste risposte.

Poi mi sono ricordato di una famiglia che ho conosciuto, assieme a dei miei amici, in una specie di gita sulla collina di Torino. Appena ho visto Chiara e gli altri membri familiari ho intuito che ci fosse qualcosa di straordinario in loro. Ci siamo fermati a chiacchierare, ci siamo raccontati chi eravamo e che cosa facevamo nelle nostre vite. Abbiamo anche pranzato assieme. Non abbiamo mai parlato di chissà quali argomenti. Loro ci hanno raccontato di come mai quel giorno si trovassero lì, ci hanno riassunto la loro storia attraverso la quale ho capito che questa famiglia era fortemente radicata nella fede. Ecco di che "squadra" era la "maglietta rossa" che indossavano Chiara ed i suoi familiari!



Come questa famiglia, mi è capitato altre volte di incontrare persone con la stessa "maglietta rossa"! Le riconosco subito, la prima cosa che intuisco di loro è come in esse ci sia qualcosa di diverso, eccezionale. "Sì! Mi piacerebbe che la prima cosa intuita di me dalle persone che mi incontrano sia questo qualcosa di straordinario!" mi sono risposto. Questo straordinario che esce dalla famiglia di Chiara è sicuramente l'Amore di Dio! E' impossibile non accorgersi di questo!
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second post



Il sesto pianeta era abitato da un vecchio signore che scriveva degli enormi libri.
"Ecco un esploratore", esclamo' quando scorse il piccolo principe.
"Che cosa fate qui?", 
disse il piccolo principe.
"Sono un geografo", disse il vecchio signore.
"E' molto bello il vostro pianeta. Ci sono degli oceani?"
"Non lo posso sapere", disse il geografo.
"Ah! (il piccolo principe fu deluso) E delle montagne?"
"Non lo posso sapere", disse il geografo.
"E delle citta' e dei fiumi e dei deserti?"
"Neppure lo posso sapere", disse il geografo.
"Ma siete un geografo!"
"Esatto", disse il geografo, "ma non sono un esploratore. Manco completamente di esploratori.
Il geografo non lascia mai il suo ufficio, ma riceve gli esploratori, li interroga e prende degli appunti sui loro ricordi. 

Mi è stato chiesto per la prima volta la scorsa estate di essere l'animatore più grande ad un campo estivo, sarei dovuto essere il coordinatore. Una delle prime cose che ho pensato è stata " Vorrei che i ragazzi che partecipano a questa esperienza si possano divertire, non solo. Sogno che loro possano tornare a casa con il ricordo di una settimana intensa, in cui non hanno solo giocato ma sono anche cresciuti!".

Non ero l'unico animatore al campo estivo. Assieme a me c'erano altri nove ragazzi. Alcune delle loro aspettative su questa settimana combaciavano con le mie, ma probabilmente il loro desiderio più grande era quello di passare una settimana di divertimento tra di loro e con i bambini, mettendosi a pieno in gioco.

Quel vecchio signore chissà per quanto tempo aveva sognato di fare l'esploratore. Un bel giorno lo era poi diventato. Nonostante avesse realizzato il suo sogno, non era felice ne soddisfatto. Mancava qualcosa perchè fosse realizzato a pieno il suo desiderio, mancavano gli esploratori.
Affinchè il campo estivo "riuscisse" nel modo che desideravo avevo assolutamente bisogno dell'aiuto degli altri nove animatori con cui ho organizzato l'intera esperienza.
Il campo estivo si sarebbe fatto comunque anche senza molta collaborazione da parte di tutti gli animatori, così come il signore della storia del piccolo principe è diventato un geografo anche senza esploratori. Però sarebbe mancato qualcosa perchè la mia speranza fosse realizzata a pieno.
Solo aprendo il mio sogno alle persone che mi circondando, permettendo ad esse di abbellirlo lasciando il proprio segno, solo in questo modo il mio sogno sarà realmente realizzato, sarà anche più bello di come me lo immaginavo.

Se apro il mio desiderio
alle persone che mi circondano, anche se non le conosco tanto bene, il mio sogno diventa più bello, più ricco di sfumature. Allora il mio sogno sarà ancora più bello se lo apro a Dio che non è un estraneo ma è un Amico che mi conosce e mi vuole bene.
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first post

"Ma siete un geografo!", disse il piccolo principe.
"Esatto", disse il geografo, "ma non sono un esploratore. Manco completamente di esploratori.   Il geografo non lascia mai il suo ufficio, ma riceve gli esploratori, li interroga e prende degli appunti sui loro ricordi.  E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un'inchiesta sulla moralita' dell'esploratore".
"Perche'?", domandò il piccolo principe. 
"Perche' se l'esploratore mentisse porterebbe una catastrofe nei libri di geografia. Ed anche un esploratore che bevesse troppo". 

Il mio sogno per il campo estivo dello scorso anno era di trascorrere con gli animati una settimana non di solo divertimento ma ricca in particolare di contenuti che li aiutassero nella loro crescita. Il sogno degli animatori più giovani facevano con me questa esperienza era principalmente quello di divertirsi, tra di loro e con gli animati, di trascorrere alcuni giorni di felicità tra attività e giochi.

Se i ragazzi che animavano la settimana assieme a me non si fossero divertiti avrebbero portato una catastrofe nel campo estivo. Non si sarebbero impegnati nel trasmettere i valori agli animati, non si sarebbero messi a pieno in gioco.
Un animatore che non si diverta, che quindi non realizza il proprio sogno, non permette neppure a me di realizzare il mio. Infatti senza l'impegno di ciascuno di essi sarebbe stato impossibile trasmettere ai ragazzi che partecipavano al campo estivo alcuni valori che fossero di aiuto per la loro crescita.
Così anche gli esploratori bugiardi, oppure ubriachi, sono persone che non hanno realizzato i propri sogni ed impediscono al geografo di realizzare in modo completo il suo, perchè le cartine disegnate sarebbero piene di errori. 

Per far si che il mio desiderio si avveri a pieno è indispensabile che si realizzino anche i desideri delle persone che mi sono accanto. Non è sufficiente aprire il mio sogno a chi mi sta vicino. Perchè il mio desiderio sia pieno è necessario che anche le aspirazioni degli altri si compiano.

"Che sogno avrà Dio su di me?", mi è venuto da chiedermi.

Se la realizzazione del mio desiderio passa attraverso la realizzazione del desiderio degli altri, passa ancor di più dalla realizzazione del sogno che Dio ha su di me. 
Allora voglio capire qual'è il sogno di Dio, così aiutandoLo nel realizzare il suo desiderio finalmente il mio sogno sarà davvero bello, completo!
Ecco il sogno di Dio: il mio bene! E lo desidera con tutto se stesso. Il sogno più grande di Dio è che io stia bene, che io stia nel suo Amore.
Certo! La strada per realizzare a pieno il mio sogno passa attraverso Dio, non ne può fare a meno!

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